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LOTUS BIRTH
ovvero come NON tagliare il cordone ombelicale

Perchè si taglia il cordone ombelicale?
Se ponete questa domanda ad un medico o ad una ostetrica scoprirete una cosa molto curiosa: lo si fa per motivi pratici.
Clair Lotus Day ebbe l'intuizione di sperimentare un nuovo approcio che, in seguito, venne denominato "Lotus Birth": lasciò il cordone di suo figlio intatto dopo il parto e aspettò il suo naturale distacco.

La placenta questa sconosciuta
Dopo il concepimento l'ovulo fecondato si impianta nella parete uterina e le cellule cominciano a moltiplicarsi e a specializzarsi, è in questo momento che comincia a svilupparsi la placenta.
Stomaco, polmoni, fegato, reni verranno costruiti nei successivi nove mesi ma il feto è già in grado di espletare tutte le funzioni vitali grazie alla placenta.
Bambino e placenta si sviluppano dalle stesse cellule e vivono l'uno per l'altra per tutta la gravidanza. Il bambino riceve ossigeno, nutrimento e anticorpi ed elimina l'anidride carbonica e altre sostanze residue attraverso la placenta che lo collega fisicamente alla mamma. Inoltre la placenta produce molti ormoni che sono utilissimi in gravidanza e durante il parto.
Al terzo mese di gravidanza la placenta è completamente matura e, nel momento del parto raggiunge circa 20 cm di diametro per un peso di quasi 500 gr e contiene da 54 fino a 160 ml di sangue.

Il primo respiro
Al momento della nascita vi è la transizione tra la respirazione placentare e quella polmonare, il bambino cioè per la prima volta immette aria attraverso le narici, se può ancora contare sulla sua placenta questa transizione avviene in modo graduale, viceversa se il cordone viene tagliato nei primi minuti, come è prassi negli ospedali, il bambino si trova improvvisamente privato dell'ossigeno e deve imparare a respirare in fretta se vuole sopravvivere, sperimenta una sensazione di soffocamento e, come riflesso, immette molta aria che, a contatto con le sue sensibilissime mucose, gli provoca bruciore.

L'energia vitale
Fin qui abbiamo analizzato gli aspetti "materiali" della placenta e i vantaggi fisici che derivano dal lasciare il cordone inatto, questi vantaggi si manifestano nelle prime ore, cioè fino a quando vi è un passaggio di sangue e altre sostanze.
Ma allora perchè aspettare addirittura finchè il distacco avviene in modo naturale?
Molte discipline olistiche affermano che esiste un'energia vitale in ognuno di noi e che sia il calo di questa energia a determinare lo stato di malattia.
La placenta durante la gravidanza è il centro dell'energia del bambino e, dopo il parto, questa energia impiega qualche giorno a trasferirsi interamente al bambino. Sembra quasi che sia il bambino stesso a sapere quando è il SUO momento per lasciare andare la SUA placenta.
Il bambino determina quando separarsi da quella parte di sè che lo ha accompagnato per nove mesi, supportandolo nella sua crescita, nutrendolo e proteggendolo.
D'ora in avanti saranno le braccia della mamma a confortarlo e rassicurarlo, almeno fino a quando (dopo altri nove mesi circa) non sarà lui stesso ad allontanarsi da lei gattonando, per poi ritornare e riallontanarsi ancora e ancora fino alla sua completa indipendenza.
Pensate se, quando comincia a muovere i primi passi gli venisse subito a mancare la sua sicurezza e non ritrovasse più, voltandosi, lo sguardo dolce della mamma.

Datemi tempo
Il distacco naturale del cordone dall'ombelico avviene in media dopo 5 giorni e comunque non oltre 7-8 giorni dal parto. Questi giorni sono necessari al bambino per ambientarsi nel suo nuovo mondo, completamente diverso da quello in cui viveva prima.
Nella società moderna il tempo sembra non bastare mai, tutto viene accellerato, i ritmi naturali forzati al limite, "il tempo è denaro" e in nome di questo motto le galline producono uova 24 ore su 24 sotto le luci artificiali, i terreni vengono sfruttati con colture intensive e poi abbandonati (e la desertificazione avanza), sfrecciamo ad alta velocità sulle autostrade per poi incolonnarci ore al casello, compriamo automobili da 200 Km/ora per prenderci multe esagerate quando superiamo i 130 ...
Questa visione del tempo ci viene instillata fin dalla nascita, il naturale percorso del travaglio e del parto devono sottostare ai ritmi ospedalieri. Il lotus birth è un modo per cambiare prospettiva, per imparare la "pazienza", una dote fondamentale da sviluppare per i neo genitori. Un buon inizio per rispettare i tempi del bambino che tra svezzamento a 3 mesi, girello e giochi multistimolatori cresce con l'impressione di dover fare in fretta se vuole essere al pari degli altri e non rimanere indietro nella corsa della vita.

Lati pratici
Poche e semplici indicazioni per il mantenimento della placenta:

  • aspettate che la placenta venga espulsa naturalmente e mettetela in un catino vicino al bambino
  • quando volete, anche il giorno dopo, mettetela a scolare
  • lavatela delicatamente con acqua tiepida
  • avvolgetela in un panno assorbente che cambierete ogni giorno, se volete potete cospargerla di sale aggiungendo eventualmente qualche goccia di olio essenziale profumato
  • spostate il meno possibile il bambino e la placenta e, quando lo fate, utilizzate tutta la delicatezza possibile
  • se l'ombelico si arrossa potete mettere qualche goccia di latte materno o olio di mandorle
  • create serenità e pace evitando visite e confusione
  • praticate la virtù dei forti: LA PAZIENZA!

Abbiate completa fiducia di vostro figlio come lui ne ha di voi...

Per ulteriori informazioni potete contattare:
Lotus Birth Italia - Associazione GAP (global awareness people) a Milano
Susanna Swapana Hinnawi e Indalecia Rohita Zirit - tel. 02/58318671 Email : gap@maraonda.com


PER APPROFONDIRE

Testimonianze:
- Il Lotus birth di Irene
- Il Lotus birth di Bo
- Il Lotus birth di Angelo
- Il Lotus birth di Ester

Libri
- Lotus Birth: il parto integrale

Link
- Lotus Birth Italia
- LotusBirthItaly (Yahoo Gruppi)